01 Mag 2025

In bilico tra cambiare e restare fermi: tre tipi di paura che non ti fanno iniziare una Terapia

Paura dello psicologo anche se vorrei andare dallo psicologo Agnese Fiorino psicologa psicoterapeuta Neuropsicologa Cologno Monzese ti aiuta e ti mostra lo studio in cui lavora

Hai paura di andare dallo psicologo? Se è così, non sei solo/a.

La paura di affrontare un percorso di psicoterapia è una reazione comune, spesso legata a falsi miti, pregiudizi e il timore di mettersi a nudo. Non è raro che queste paure ci fermino prima ancora di fare il primo passo.

Eppure, dentro di te, c’è anche una parte che desidera darsi l’opportunità di stare meglio, di affrontare il dolore e iniziare a stare meglio.

Perché fa paura andare dallo psicologo?

Innanzitutto, è naturale avere paura di affrontare le cose che ci fanno provare male e parlare di ciò che fa soffrire genera inevitabilmente dolore.

Se però stai leggendo questo articolo, il tuo “vaso di Pandora” si è probabilmente già aperto.

Forse stai vivendo situazioni che non riesci più a gestire come un tempo.

Magari hai provato mille strade per affrontare ciò che ti fa stare male, ma ti sembra di non riuscirci. E questo ti fa sentire frustrazione, rabbia, forse anche stanchezza, disperazione o impotenza.

Come se fossi in un labirinto da cui non riesci ad uscire, in cui ogni via ti riporta sempre allo stesso punto.

Quali possono essere le paure da superare per andare dallo psicologo

Quando iniziamo a pensare di intraprendere un percorso di psicoterapia, possono affiorare paure che ci frenano. Sono paure umane, che spesso parlano di noi più di quanto immaginiamo. Rivelano del nostro mondo interiore molto più di quel che pensiamo: le aspettative verso gli altri, le convinzioni, spesso inconsapevoli, su come dovrebbero funzionare le emozioni, l’idea di come pensiamo di dover essere percepiti per essere amati.

Le paure sono tante, ma nella mia esperienza ce ne sono tre che tornano più spesso.

Paura di sentire

È una delle più comuni:
“Se comincio a sentire, le emozioni mi travolgeranno e non ne uscirò più.” 

…Come se le emozioni fossero una cascata travolgente che tolta la diga del controllo potesse travolgere e distruggere.

Questa paura è frequente in chi non ha ancora sviluppato strumenti per autoregolarsi emotivamente o in chi ha vissuto esperienze in cui l’ambiente era ostile o spaventato da alcune emozioni in particolare. In quei contesti, esprimere ciò che si sentiva era pericoloso, oppure si finiva in balia delle reazioni emotive altrui – esperienze che nel tempo ci hanno insegnato a tenere tutto dentro.

La terapia, però , non ti mette sotto la cascata del dolore.
Immaginala piuttosto come un belvedere panoramico: da lì puoi osservare la potenza dell’acqua, il fragore, le sfumature, i riflessi di luce. Puoi avvicinarti, persino toccarla se vuoi. Ma sei al sicuro. Non sei sotto al salto, nel buio e nel rumore assordante, dove si perde l’orientamento e si rischia di scivolare.

Essere travolti significa perdere lucidità, e senza lucidità non può esserci cambiamento. La terapia ti permette invece di osservare da vicino le tue difficoltà con uno sguardo nuovo, insieme a qualcuno che ti aiuta a dare un senso a ciò che provi, senza farti male.

Paura della relazione

La psicoterapia, ancora oggi, è oggetto di pregiudizi sociali e culturali. Per molto tempo è stata associata all’idea di “essere matti”, “essere deboli”, “avere problemi”. E sebbene oggi qualcosa stia cambiando, capita spesso di sentire ancora queste frasi, o di pensarle dentro di sé.

Forse anche tu ti chiedi cosa potrebbero pensare gli altri se sapessero che stai pensando di andare in terapia…Magari proprio le persone a cui vuoi più bene.

Oppure, potrebbe essere proprio una parte di te a guardarti con giudizio, o a distrarti continuamente dal dolore. Capita a molte persone di non voler avere nulla a che fare con sé quando stanno male. Si vorrebbero sempre forti, imperturbabili, “a posto”. Ma così facendo, il dolore viene messo in disparte, non elaborato, e continua ad agire sotto traccia, diventando sempre più difficile da sostenere.

E poi c’è un altro aspetto, più profondo e meno visibile: il timore della vicinanza.
Per alcune persone, entrare in relazione con qualcuno, anche con uno Psicoterapeuta, è  allo stesso tempo desiderato e temuto.

C’è chi ha vissuto esperienze in cui la vicinanza emotiva è stata fonte di enorme paura, manipolatoria, o legata all’abbandono. La terapia inevitabilmente riattiva questi temi, ma offre anche uno spazio per riconoscerli, nominarli e trasformarli.

Come in palestra si allena il corpo, in terapia si può allenare il modo di stare in relazione: imparare a stare nelle relazioni in nuovi modi  senza che vecchi automatismi emotivi guidino il tuo oggi.

Un’altra paura si presenta in modo più silenzioso, ma molto comune: “non voglio dipendere da nessuno”, “ce la devo fare da solo/a”. Se ti riconosci in questi pensieri, potresti chiederti perché ti fa così paura fare affidamento su qualcuno. A volte questa resistenza nasconde esperienze passate in cui fidarsi è stato rischioso o deludente.

C’è comunque una differenza importante perché a differenza di tutte le altre relazioni umane, quella terapeutica ha un andamento  atipico: più funziona, prima finisce.

Lo psicologo o la psicologa è lì per aiutarti a conoscerti meglio, esplorare le tue risorse interiori e prendere in mano la tua vita con più consapevolezza. In altre parole, ti accompagna proprio verso l’autonomia, che è cosa ben diversa dall’autosufficienza.

Pensa a un’escursione in montagna: all’inizio hai bisogno di una guida esperta, che conosce il sentiero e sa dove mettere i piedi. Ti mostra i passaggi difficili, ti insegna come muoverti, ti aiuta a leggere i segnali della natura. Ma non cammina al posto tuo. E una volta che hai imparato, la guida si fa da parte: sei tu a proseguire, con le tue gambe, ma con una fiducia nuova nei tuoi mezzi.

Paura di sbagliare

Che sia declinata come la paura di sbagliare terapeuta o approccio clinico, che sia perché si teme di spendere soldi per nulla, che sia perché ci si dice di non averne in realtà davvero necessità perché quello che si prova sono solo “esagerazioni” e che i problemi sono altri la paura di sbagliare potrebbe essere una forte resistenza.

Spesso dietro questi loop di pensieri c’è qualcosa di più profondo:

Di solito chi ha questo tipo di mantra interno potrebbe infatti più genericamente essere nei propri confronti molto esigente, o poco amorevole di fronte a piccoli grandi errori, avere una tendenza a paralizzarsi di fronte alle scelte e fare grande ricorso al controllo come modo di esorcizzare alcune paure interne.

E se la paura riguarda proprio i soldi nel concreto sappi che questi sono temi che possono essere affrontati anche durante il contatto iniziale o la prima seduta.

Parlare di ciò che ti blocca è già parte del lavoro terapeutico.

Forse alcune di queste paure ti suonano familiari. O forse, mentre leggevi, ne hai riconosciute altre, più sottili ma presenti, che ti accompagnano da tempo.

Avere timore di andare dallo psicologo o iniziare un percorso di psicoterapia è del tutto comprensibile: la paura è spesso il segnale che ci stiamo avvicinando a qualcosa di importante per noi.

Se senti che è arrivato il momento di ascoltare sia la parte che ha paura sia quella che desidera cambiare, possiamo farlo insieme.

Scopri Mirada, il primo colloquio: uno spazio sicuro, in studio o online, in cui possiamo incontrarci senza pressione, riconoscere i nodi che ti frenano e iniziare a capire da dove ripartire.

Il mio studio si trova a Cologno Monzese, ed è facilmente raggiungibile da Milano, Vimodrone, Brugherio, Cernusco sul Naviglio e tutta la zona Est di Milano.

Se arrivi con la metropolitana lo Studio si trova a pochi minuti dalla linea M2 (verde) fermata Cologno Centro. Se arrivi in macchina nei dintorni troverai aree di parcheggio gratuite.

Non sei di qui? Possiamo svolgere l’incontro anche online.

Se vuoi, anche da qui puoi prenotare un colloquio conoscitivo.

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Nota per il lettoreA differenza degli altri articoli presenti in questo blog, questo testo non ha un taglio divulgativo né intende fornire risposte semplici o immediate. È piuttosto una riflessione personale e professionale sul momento storico che...

Agnese Fiorino

Agnese Fiorino

Mi chiamo Agnese Fiorino. Sono una Psicologa, una Neuropsicologa ed una Psicoterapeuta. Mi occupo di affiancare in un cammino dentro l’anima coloro che vogliono darsi la possibilità di provare a trasformare la vita che hanno in quella che desiderano. Conosciamoci meglio

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