01 Feb 2021

Comprendere la Teoria Polivagale di Porges: Un Approccio Innovativo al Trattamento del Trauma

Ansia, tensioni e disturbi psicosomatici spiegati dalla Teoria Polivagale

Ti senti mai come spento/a, con la testa vuota, senza energie mentali o fisiche…Eppure gli esami del sangue e le visite mediche dicono che va tutto bene?

Oppure vivi spesso tensioni muscolari, dolori al collo o al viso, insonnia, oppure un cuore che sembra “impazzire” senza motivo?

Questi segnali, a volte chiamati disturbi psicosomatici, non sono “nella tua testa”: sono il modo in cui il corpo comunica uno stato di allarme profondo.

La Teoria Polivagale di Stephen Porges ci offre una chiave per comprenderli.
E ci guida a ritrovare equilibrio, ascoltando i messaggi del corpo.

Il corpo parla. Spesso, però, non sappiamo ascoltarlo

Nel mio lavoro, uso un modello molto semplice ma potente: immagina che la tua mente sia come una casa a tre piani. Ognuno di questi piani rappresenta uno stato in cui possiamo trovarci, specialmente quando affrontiamo ansia, stress o esperienze difficili del passato.

Ti va di salire (e scendere) le scale con me?

Per farlo userò come guida il modello della Teoria Polivagale di S. Porges: pur essendo una semplificazione rispetto all’effettivo e complesso funzionamento della mente essa è molto efficace sul piano della divulgazione psicologica rispetto al funzionamento della mente in risposta alla paura che è l’emozione tipica del trauma che sia singolo, da shock, o ripetuto, come quello occorso nell’infanzia.

Partiremo dalle reazioni psicofisiologiche più antiche, dalle parti più arcaiche del cervello che abbiamo in noi, e che ci accomunano ai rettili.

Saliremo poi al centro del cervello, nei circuiti limbici: questo è il cosiddetto cervello emotivo, che abbiamo in comune con tutti i mammiferi.

Arriveremo infine alla cima, nella neocorteccia, ossia la parte di cervello tipica della nostra specie, quella umana.

Siete pronti? Allora partiamo!

Il piano più basso: il Ghiaccio

Hai mai provato una di queste sensazioni?

  • Testa vuota, confusione,

  • Corpo che sembra spegnersi

  • Voglia di scomparire

  • Apatia, mancanza di energia

  • Sensazione di essere “fuori” da te stessa/o

A volte succede dopo un periodo molto stressante, quando sei stanco o affamato, per alcuni problemi di salute di tipo medico. Ma può anche essere la reazione del tuo corpo alla paura senza via d’uscita.

È come se una parte di te si spegnesse per non sentire più dolore. Una specie di ibernazione emotiva.

Il piano intermedio: il Fuoco

O forse ti capita di sentirti così:

  • Il cuore batte forte

  • Fai fatica a respirare

  • Non riesci a stare fermo/a

  • Ti senti agitato/a, in allarme

  • Sei sempre sul punto di “esplodere”

Questo è lo stato del corpo quando si prepara alla lotta o alla fuga. È il regno dell’ansia, della rabbia, della tensione continua.

Magari ti senti spesso così anche senza un motivo apparente. Oppure noti che reagisci “troppo” a piccole cose.

Il corpo non sa che il pericolo è passato: continua a difenderti.

Il piano più alto: la Primavera

E poi, ci sono quei momenti rari in cui ti senti così:

  • A tuo agio con gli altri

  • Calma/o e presente

  • Curiosa/o, creativa/o

  • In grado di riposare davvero

  • Capace di sentire piacere e leggerezza

Quando la mente è in questo stato, sei dentro la tua finestra di tolleranza. Tutto funziona meglio: le emozioni, il corpo, le relazioni. Ma se hai vissuto molta tensione o ferite nel passato, restare qui può essere difficile. Spesso ci finisci fuori senza nemmeno accorgertene.

In questo stato di “Rest&Digest” (riposa e digerisci, come lo chiamano gli studiosi di Oltreoceano) puoi dedicarti alle relazioni, alla socializzazione, alla creatività, alla fantasia, al piacere, al gioco, al riposo.

Attenzione, perché la presenza in questo stato non è fissa ed immutabile: anche le persone più equilibrate escono da qui più volte nella giornata senza che questo abbia un significato particolare.

Poca energia perché hai dormito poco e male?

Spesso tenderai a spegnerti, specie a metà giornata.

Se ad un certo punto però un collega ti fa arrabbiare probabilmente uscirai dal freddo per schizzare nella rabbia per difendere i tuoi diritti, e se il collega non arretra di un millimetro potrai diventare anche aggressivo/a (si spera solo nelle intenzioni!)

La differenza la fa la capacità di non vivere solo nei due stati estremi, e di poter tornare nello stato integrato in maniera rapida, soggiornandoci il più a lungo possibile.

Purtroppo invece coloro che arrivano da storie infantili caratterizzate da un trauma dello sviluppo o i sopravvissuti ad uno o più eventi traumatici singoli, tendono ad avere una finestra di tolleranza estremamente stretta, per cui si godono poco e poco a lungo le cose piacevoli e  facilmente entrano in uno stato iper o ipo attivato dentro il quale finiscono per passare molto tempo della loro vita.

Allora che cosa possiamo fare?

Non possiamo decidere razionalmente in quale “piano” stare. Ma possiamo imparare a riconoscere i segnali del corpo e dare loro significato.

Conoscere questo modello ti aiuta a:

  • Iniziare a spiegarti ed a legittimarti quello che senti

  • Capire che non sei sbagliata/o

  • Lavorare sul tuo benessere emotivo per riuscire a rientrare più facilmente dentro uno stato naturale di calma e connessione

Vuoi iniziare a sentire il tuo corpo come un alleato?

Nel mio studio, a Cologno Monzese o online, possiamo esplorare insieme come funziona la tua casa interiore.

Perché non sei debole se ti spegni. Non sei “troppo” se esplodi. Stai solo cercando, a modo tuo, di proteggerti.

Se vuoi imparare a sentirti diversa/o da come ti senti ora, possiamo cominciare da qui.

Articolo aggiornato in data 31 marzo 2025.

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Agnese Fiorino

Agnese Fiorino

Mi chiamo Agnese Fiorino. Sono una Psicologa, una Neuropsicologa ed una Psicoterapeuta. Mi occupo di affiancare in un cammino dentro l’anima coloro che vogliono darsi la possibilità di provare a trasformare la vita che hanno in quella che desiderano. Conosciamoci meglio

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